Mad Max: Fury Road


Mad Max: Fury Road

Trama:

Il regista George Miller, ideatore del genere post-apocalittico e della leggendaria serie di Mad Max, dirige Mad Max: Fury Road, il ritorno del Guerriero della Strada, Max Rockatansky. Ossessionato dal suo turbolento passato, Mad Max crede che il modo migliore per sopravvivere sia muoversi da solo, ma si ritrova coinvolto con un gruppo in fuga attraverso la Terre Desolata su un blindato da combattimento, guidato dall’imperatrice Furiosa. Il gruppo è sfuggito alla tirannide di Immortan Joe, cui è stato sottratto qualcosa di insostituibile. Furibondo, l’uomo ha sguinzagliato tutti i suoi uomini sulle tracce dei ribelli e così ha inizio una guerra spietata.

Voti 9173 (7,2/10)

Durata: 120 minuti

Data uscita 14/05/2015

True

Budget: $150,000,000.00

Incassi: $378,858,340.00

Sito web: Link

Tagline: Il futuro appartiene ai folli

Prodotto da:

  • Village Roadshow Pictures
  • Kennedy Miller Productions
  • Warner Bros.

Paesi:

  • Australia
  • United States of America

Genere:

  • Azione
  • Avventura
  • Fantascienza
  • Thriller

Trailer

Ulteriori Informazioni

Max Rockatansky
Tom Hardy
Tom Hardy
Imperator Furiosa
Charlize Theron
Charlize Theron
Nux
Nicholas Hoult
Nicholas Hoult
Immortan Joe
Hugh Keays-Byrne
Hugh Keays-Byrne
Slit
Josh Helman
Josh Helman
Rictus Erectus
Nathan Jones
Nathan Jones
Toast the Knowing
Zoë Kravitz
Zoë Kravitz
The Splendid Angharad
Rosie Huntington-Whiteley
Rosie Huntington-Whiteley
Capable
Riley Keough
Riley Keough
The Dag
Abbey Lee
Abbey Lee
Cheedo the Fragile
Courtney Eaton
Courtney Eaton
The People Eater
John Howard
John Howard
The Bullet Farmer
Richard Carter
Richard Carter
The Doof Warrior
Iota
Iota
The Organic Mechanic
Angus Sampson
Angus Sampson
Miss Giddy
Jennifer Hagan
Jennifer Hagan
The Valkyrie
Megan Gale
Megan Gale
Keeper of the Seeds
Melissa Jaffer
Melissa Jaffer
The Vuvalini
Melita Jurišić
Melita Jurišić
The Vuvalini
Gillian Jones
Gillian Jones
The Vuvalini
Joy Smithers
Joy Smithers
The Vuvalini
Antoinette Kellerman
Antoinette Kellerman
The Vuvalini
Christina Koch
Christina Koch
The Ace
Jon Iles
Jon Iles
Corpus Colossus
Quentin Kenihan
Quentin Kenihan
Glory the Child
Coco Jack Gillies
Coco Jack Gillies
Morsov
Chris Patton
Chris Patton
The Rock Rider Chief / The Winchman
Stephen Dunlevy
Stephen Dunlevy
The Prime Imperator
Richard Norton
Richard Norton
Imperator
Vince Roxburgh
Vince Roxburgh
Imperator
John Walton
John Walton
Chanting War Boy / Red Flare Warrior
Ben Smith-Petersen
Ben Smith-Petersen
Blood 'Shed' War Boy
Russ McCarroll
Russ McCarroll
War Rig War Boy
Judd Wild
Judd Wild
Milking Mother
Elizabeth Cunico
Elizabeth Cunico
Ripsaw Imperator / The Breakman
Greg Van Borssum
Greg Van Borssum
Ripsaw Driver
Rob Jones
Rob Jones
Polecat Lookout
Sebastian Dickins
Sebastian Dickins
Black Mask
Darren Mitchell
Darren Mitchell
The Accusing Dead
Crusoe Kurddal
Crusoe Kurddal
The Accusing Dead
Shyan Tonga
Shyan Tonga
The Wretched
Cass Comerford
Cass Comerford
The Wretched
Albert Lee
Albert Lee
War Pups
Riley Paton
Riley Paton
War Pup
Ripley Voeten
Ripley Voeten
War Pup
Riley Paton
Riley Paton
War Pup
Maycn Van Borssum
Maycn Van Borssum
War Pup
Hunter Stratton Boland
Hunter Stratton Boland
War Pup
Nathan Jenkins
Nathan Jenkins
War Pup
Fletcher Gill
Fletcher Gill
War Pup
Whiley Toll
Whiley Toll
Drummer
Ferdinand Hengombe
Ferdinand Hengombe
Drummer
Gadaffi Davsab
Gadaffi Davsab
Drummer
Noddy Alfred
Noddy Alfred
Drummer
Jackson Hengombe
Jackson Hengombe
Drummer
Christian Fane
Christian Fane
Drummer
Callum Gallagher
Callum Gallagher
Drummer
Abel Hofflin
Abel Hofflin
The Many Voices (voice)
Lee Perry
Lee Perry
The Wretched (uncredited)
Hiroshi Kasuga
Hiroshi Kasuga
Writer
Nick Lathouris
Nick Lathouris
Director
George Miller
George Miller
Producer
Doug Mitchell
Doug Mitchell
Writer
George Miller
George Miller
Visual Effects
Pablo Calvillo
Pablo Calvillo
Animation
Nicholas Tripodi
Nicholas Tripodi
Compositors
Brian N. Bentley
Brian N. Bentley
Compositors
Chris O'Connell
Chris O'Connell
Writer
Brendan McCarthy
Brendan McCarthy
Director of Photography
John Seale
John Seale
Producer
George Miller
George Miller
Producer
P.J. Voeten
P.J. Voeten
Casting
Nikki Barrett
Nikki Barrett
Casting
Ronna Kress
Ronna Kress
Costume Design
Jenny Beavan
Jenny Beavan
Art Direction
Shira Hockman
Shira Hockman
Art Direction
Jacinta Leong
Jacinta Leong
Production Design
Colin Gibson
Colin Gibson
Set Decoration
Katie Sharrock
Katie Sharrock
Set Decoration
Lisa Thompson
Lisa Thompson
Casting
Kate Dowd
Kate Dowd
Casting
Mito Skellern
Mito Skellern
Costume Supervisor
Mel Dykes
Mel Dykes
Set Costumer
Charl Boettger
Charl Boettger
Set Costumer
Amanda Enders
Amanda Enders
Art Department Coordinator
Vanessa Younger
Vanessa Younger
Assistant Art Director
Andrew Chan
Andrew Chan
Art Department Coordinator
Christo Strydom
Christo Strydom
Camera Operator
Peter Belcher
Peter Belcher
Gaffer
Shaun Conway
Shaun Conway
Camera Operator
Simon Harding
Simon Harding
Gaffer
Paul Johnstone
Paul Johnstone
Camera Operator
Luca Mercuri
Luca Mercuri
Camera Operator
Daniel Nichols
Daniel Nichols
Helicopter Camera
Richard Roles
Richard Roles
Steadicam Operator
Mark Goellnicht
Mark Goellnicht
Still Photographer
Jasin Boland
Jasin Boland
Additional Photography
Sven Vosloo
Sven Vosloo
Dialogue Editor
Danielle Wiessner
Danielle Wiessner
Dialogue Editor
Ines Richter
Ines Richter
Dialogue Editor
Yulia Akerholt
Yulia Akerholt
Dialogue Editor
Sonal Joshi
Sonal Joshi
Construction Coordinator
Erica Van Den Raad
Erica Van Den Raad
Property Master
Andrew Orlando
Andrew Orlando
Conceptual Design
Aaron Beck
Aaron Beck
Set Designer
Kristen Anderson
Kristen Anderson
Editor
Margaret Sixel
Margaret Sixel
Digital Intermediate
Justin Ngy Tran
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Supervising Art Director
Charlie Revai
Charlie Revai
Music
Junkie XL
Junkie XL
Hairstylist
Catherine Biggs
Catherine Biggs
Makeup Artist
Marli Kruger
Marli Kruger
Foley
John Simpson
John Simpson
Stunt Coordinator
Keir Beck
Keir Beck
Thanks
Shane Koyczan
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Thanks
Tim Ridge
Tim Ridge
Thanks
Dean Semler
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Stunts
Judd Wild
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Production Office Assistant
Justin Ferk
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Second Unit Cinematographer
David Burr
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Stunts
Jim Wilkey
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Visual Effects Producer
Aaron Parry
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Executive Producer
Bruce Berman
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Executive Producer
Graham Burke
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Executive Producer
Christopher DeFaria
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Supervising Producer
Genevieve Hofmeyr
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Executive Producer
Steven Mnuchin
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Executive Producer
Iain Smith
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Supervising Art Director
Richard Hobbs
Richard Hobbs
Set Decoration
Nicki Gardiner
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Prosthetic Supervisor
Eva Franzen
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Post Production Supervisor
Matt Town
Matt Town
Assistant Director
P.J. Voeten
P.J. Voeten
Animation
Mahiro Maeda
Mahiro Maeda
Script Supervisor
Sophie Fabbri-Jackson
Sophie Fabbri-Jackson
Supervising Producer
Sally French
Sally French

catcarlo

Riprendendo in mano la saga di Max Rockatansky dopo una pausa durata tre decenni, George Miller mette da parte l’idea di cominciare da capo: il suo (anti)eroe è sì tormentato dal passato in brevi, dolorosi lampi di memoria, ma viene coinvolto, suo malgrado, in un’avventura del tutto nuova che può essere goduta anche senza conoscere i capitoli precedenti. Sia stato grazie alla libertà concessa da una simile scelta o sia a causa dell’esperienza accumulata negli anni dal regista, fatto sta che ‘Fury road’ è un film dalle incredibili doti spettacolari che – nel suo genere – sfiora la perfezione spazzando il ricordo dei blockbuster dedicati ai supereroi negli ultimi anni. Anche perché i suddetti filmoni deviano spesso, alternando ai momenti più serrati rallentamenti in cui si sprecano le battute per alleggerire o ci si dilunga in verbose spiegazioni, mentre qui si va dritti al nocciolo: azione pura condita da splendide coreografie – quella dei cascatori a scuola dal Cirque du Soleil se non è vera è ben inventata – e fotografata in maniera impeccabile dal veterano John Seale che la fa brillare di colori squillanti in cui domina il giallo del deserto, ma che raggiunge forse il fascino maggiore nell’eterna penombra virata in blu della palude. Il risultato sono due ore di virtuosismi che impreziosiscono le variazioni su di un unico tema, la cisterna blindata dei buoni assaltata dai millanta mezzi dei cattivi come in una sorta di infinito assalto alla diligenza in ‘Ombre rosse’: quando a un bel momento i primi invertono la rotta, invece che pensare ‘oh no, ancora!’ ci si accomoda fiduciosi e se ne ha ben donde, visto che non c’è un momento di stanca (davvero brillante pure il montaggio di Margaret Sixel, moglie del regista) e la noia è del tutto bandita in uno spettacolo che lascia sovente senza fiato. Non stupisce allora che, prima di una lavorazione dalla genesi peraltro tormentata, sia stata data molta più attenzione alla preparazione dello storyboard, oltre tremila tavole, rispetto a una sceneggiatura in cui le parole sono davvero ridotte leonianamente all’osso: Miller ha scritto quest’ultima assieme a Brendan McCarthy e al fumettista Nick Lathounis che è facile associare almeno tanto alla parte visiva quanto a quella scritta. La quale narra di un mondo arido in cui chi controlla l’acqua ha il potere (istanza ecologista? Boh) e lo esercita con ferocia rendendo il prossimo schiavo e/o in miseria. Da una di queste satrapie sfugge un gruppo di donne a cui ben presto si associa Max, prigioniero impiegato a far la sacca di sangue (prima di tante idee geniali): sulle loro tracce si butta tutto il variopinto esercito del tiranno, le cui truppe si avvicinano, si affiancano, assaltano, ma vengono continuamente respinte. Girato nel deserto della Namibia e nel sud dell’Australia, l’infinito rimpiattino mette in scena morti spettacolari ed esibizioni ginniche, mentre la tonitruante colonna sonora martella impietosa anche grazie alla ‘fanfara’ che accompagna gli inseguitori (quattro enormi tamburi e un chitarrista con strumento sputa fuoco). Insomma, Miller dimostra di avere grandi capacità di sbrigliare l’immaginazione - ecco allora che le deviazioni come ‘Babe’ o ‘Happy feet’ appaiono meno stravaganti – tanto è vero che la libertà più grande che si prende è di affibbiare a Max il ruolo di coprotagonista: al centro della storia c’è infatti chi è al comando del gruppetto delle fuggitive, ovvero l’Imperatrice Furiosa nei cui panni Charlize Theron sa affascinare anche rasata e con un braccio di meno (sarà perché il nerofumo ne esalta gli occhi?). Al suo fianco, Tom Hardy ci mette essenzialmente il fisico, anche per ‘colpa’ di un personaggio che per lunghi tratti più che parlare grugnisce, mentre gli altri attori sono assai poco riconoscibili, da Nicholas Hoult nello smunto aspetto di Nux al veterano della serie Hugh Keays-Byrne dietro alla maschera del repellente Immortan Joe. Il ribaltamento dei ruoli principali pare anticipare quello conclusivo in cui le donne – fra le quali appare per poche scene Megan Gale – vengono chiamate a riappiccicare i cocci di una società quasi azzerata dall’imperio di uomini non proprio in salute e sostanzialmente deficienti: una morale un po’ semplicistica, ma non è a film come questi che si chiedono doti umanistiche. Sono invece necessari intrattenimento e adrenalina che in ‘Fury road’ brillano per qualità e quantità, tanto che lo spettatore, un po’ rintronato all’uscita, finisce per guardare con preoccupazione ai seguiti già annunciati: è noto che partendo dalla cima si può solo scendere.

Elio Sbrocchi

Il ritorno alla regia di George Miller, atteso quanto insperato, forse prepara a una nuova saga, tutto sembra farlo credere, ma soprattutto cerca di riscrivere l'ultimo e debole - al di là dell'impatto iconografico della sfera del tuono - capitolo con Mel Gibson e Tina Turner, riproponendo Max in un contesto come quello attuale, sovraccarico di supereroi invincibili e di action movies che dall'universo distopico di Mad Max molto hanno saccheggiato. Come Ken il guerriero, per citare solo una delle innumerevoli visioni di medioevo prossimo venturo degli ultimi due decenni, che devono tutto all'intuizione milleriana, contestualizzata nell'ideale paesaggio intrinsecamente borderline del deserto australiano. Una società resettata, in cui benzina e cromature assumono sostanza quasi divina: un tema ripreso in Mad Max: Fury Road, con il coraggioso accostamento tra la mistica da kamikaze del terrorismo contemporaneo e un'estetica neo-ariana che inneggia al Valhalla, in una crasi impossibile tra filosofie opposte di un'ideale crociata. Miller intende riprendersi ciò che è suo e rilanciarlo nel linguaggio della contemporaneità, avvalendosi del 3D, ricorrendo probabilmente a una velocizzazione dei frame per secondo (a tratti eccessiva), ma Mad Max: Fury Road è molto più di questo. A partire dal lavoro compiuto su eroi e antieroi: il Max di Tom Hardy, perseguitato dagli incubi di una vita precedente e quasi balbuziente nella sua timida incapacità di interagire con gli altri, è lontano dal vendicatore senza nome di Mel Gibson. Un supereroe con super-problemi marveliano, more human than human, per dirla con Rob Zombie. La vera eroina (forse destinata a un ruolo da protagonista nei possibili sequel?) è una donna, la Furiosa di Charlize Theron, una figura di top model corrosa dalla malvagità dell'animo umano e contrapposta all'oggettivizzazione della bellezza propria delle angeliche figure delle concubine di Immortan (Immortal + Octane, si suppone) Joe. Protagoniste, queste ultime, di sequenze che sembrano quasi parodiare il punto di vista misogino di Transformers di Michael Bay (casuale la scelta di Rosie Huntington-Whiteley?) e l'estetica videoclippara softcore più scontata (la loro prima apparizione assomiglia a un lavaggio auto sexy nel deserto). Il regista sopperisce alle inevitabili mancanze di adeguamento tecnologico, dovute all'appartenenza alla old school del cinema action, con la pregnanza di significato che difetta nei troppi shooter di oggidì. E su tutto regna la consapevolezza che la più intrinsecamente cinematografica e cinefila tra le saghe action abbia diritto di cittadinanza nel terzo millennio, se non addirittura uno ius primae noctis su temi e intuizioni che troppi hanno cercato di inflazionare.

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