Benjamin Franklin Gates (Nicolas Cage) proviene da una famiglia di archeologi che hanno passato la vita a cercare il tesoro perduto dei Templari che nessuno credeva esistesse.Il nonno aveva lasciato al nipote un solo indizio su un foglietto:"Charlotte ha in serbo il segreto". Successivamente Gates scopre che Charlotte è una nave ora nascosta sotto i ghiacci per il cambiamento climatico. Organizza, quindi, una spedizione con altri ricercatori che inizia nell'Artide, alla ricerca della nave.
Durata: 131 minuti
Data uscita 01/12/2004
TrueData uscita 2004-12-07
TrueBudget: $100,000,000.00
Incassi: $347,451,894.00
Sito web: Link
Tagline: Per svelare il codice, un uomo dovrà infrangere tutte le regole
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Orfani di Indiana Jones, è arrivato il vostro momento. Prendete Spielberg, Ford e Connery e sostituiteli con Turteltaub, Cage e Voight. Non è proprio la stessa cosa vero? Però a rimpolpare le fila dei protagonisti c'è anche la divina Diane "Elena" Kruger che, alla fine, si dimostra la migliore del gruppo. Il mistero dei templari è un film oggettivamente banale e scontato, la classica mega produzione Bruckheimer costosa e pacchiana, ma riesce comunque a giocarsi la proprie carte, data anche la penuria di film di puro intrattenimento in circolazione in questo periodo.Come per La maledizione della prima luna, il mix tra umorismo e azione funziona alla grande, ed il tempismo della pellicola è perfetto (in fondo tra mappe da decifrare, simboli da riconoscere ed un generale clima da caccia al tesoro, i richiami a successi editoriali recenti come Il codice Da Vinci, sono piuttosto evidenti). I personaggi sono tagliati con l'accetta, le performance di buona parte del cast sono sopra le righe e Cage ha una sola espressione, ma l'helzapoppin messo in piedi da Turteltaub regge e regala anche momenti appassionanti e divertenti. Chiaramente scevro da contaminazioni politico-sociali e privo di qualsiasi messaggio etico-morale (e per fortuna direi, oramai pare che ogni pellicola che esce al cinema debba avere dei significati sottintesi e delle lezioni da impartire al pubblico), il film è senza pretese, se non quelle di far passare al pubblico due ore di assoluto svago. Mai la definizione di pop corn movie (o film panettone, vedete voi) è stata più azzeccata, ma, anche questo (anzi, soprattutto questo) è cinema.