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Runtime: 112 menit
Tanggal rilis 2012-01-13
Anggaran: $3,000,000.00
Pendapatan: $22,000.00
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Sbrigata in pochissimo la questione legata alla detonazione della bomba, la macchina da presa si barrica in un bunker insieme ad otto adulti più una bambina: davvero poche le possibilità di rivedere tutti insieme la luce, perché l'ombra del post-apocalittico ha già ampiamente plasmato l'aspetto scenografico di un rifugio sporco e claustrofobico, quasi fosse la stiva di una nave, spaziale o meno. Da un loculo all'altro, da un corridoio ad un condotto di areazione, Xavier Gens si muove con fluidità, facendo sfoggio di un virtuosismo che è tanto motivo di orgoglio per i suoi ammiratori quanto di netto rifiuto per gli altrettanti, accaniti detrattori. Compiacimenti e fronzoli a parte, The Divide liquida un primo, più fiacco, atto in cui l'impianto alla Dieci piccoli indiani serve a presentare fisionomie psicologiche e caratteristiche dei personaggi per farci immergere la faccia in una declinazione davvero disturbante del consueto racconto sulle conseguenze dell'applicazione della legge del più forte. Ancora una volta, la lotta per la sopravvivenza forza - e di molto - i limiti imposti dalla morale, arrivando ad apportare cambiamenti sulla fisicità dei personaggi (i due villain) così come sul funzionamento del film stesso, oggetto davvero malsano e in sé mutante. In questo senso, anche il cambiamento di genere, dallo sci-fi claustrofobico si scivola nell'horror post-atomico, è strettamente ancorato ad una domanda capitale cui il regista preferisce non rispondere: la discesa nell'abominio è conseguenza dell'esplosione radioattiva - del resto gli uomini in tuta trattano i superstiti come "materiale pericoloso" - oppure frutto di una situazione cui potrebbe arrivare qualsiasi umano recluso? Sta qui il nodo più interessante, in un aspetto ambiguamente metaforico che suggerisce di guardare oltre, al di là di una serie di orrori, francamente, non tutti necessari. Nel cast di nomi giovani, si fanno notare Michael Biehn, decisamente a suo agio in scenari del genere, e l'efficace Rosanna Arquette. Chi ha detestato Frontiers - Ai confini dell'inferno dovrebbe dare una seconda chance al concitato e ambizioso regista francese.