Essere il primo a scalare il famoso versante nord dell'Eiger è il sogno di molti alpinisti di tutta Europa nell'estate del 1936. Neanche i due alpinisti più grandi della Germania, Toni Kurz e Andi Hinterstoisser, riescono a pensare ad altro. Sono convinti che possono farcela, anche se i tentativi precedenti sono finiti in tragedia. Ad attendere coloro che arriveranno per primi in cima inoltre non c'è solo il prestigio sociale, ma anche l'oro olimpico... Mentre si preparano ai piedi del versante nord, Toni e Andi s'imbattono inaspettatamente in Luise, una vecchia fiamma di Toni. Ora è una giornalista ed è venuta con il suo collega Arau, un sostenitore del regime, per un servizio sulla prima scalata. Toni ama ancora Luise, ma lei sembra essersi invaghita dell'affascinante Arau così lui parte sconsolato per la scalata con Andi, con alle calcagna i due austriaci Willy Angerer ed Edi Rainer. All'inizio va tutto per il meglio ed entrambe le cordate fanno un'ottima scalata ma...
Durata: 126 minuti
Data uscita 18/11/2010
TrueIncassi: $927,704.00
Sito web: Link
Prodotto da:
Paesi:
Genere:
Chi ama le montagne e le scalate non può mancare questo film spettacolare che riesce, utilizzando in parte le location reali, a portare sullo schermo con grande efficacia un evento realmente accaduto restituendoci con meticolosa precisione le stato delle cose. Perché è alta l'attenzione filologica sui mezzi utilizzati per una scalata ritenuta talmente impossibile da far comunicare alle guide dal Comitato Centrale del Club Alpino Svizzero l'avvertimento che non sarebbero state ritenute responsabili se avessero rifiutato di andare in soccorso ad eventuali scalatori che si trovassero in stato di pericolo su quella parete. È così possibile fare un confronto con le differenze abissali che sussistono tra quel non lontanissimo passato e le tecnologie attuali. Il film riesce inoltre a descrivere con efficacia la mai sopita rivalità tra tedeschi e austriaci grazie al rapporto, a tratti conflittuale, che si instaura tra gli appartenenti alle due cordate. L'impresa ebbe esiti tragici le cui dinamiche non vanno però svelate a chi non ne è a conoscenza perché, a loro volta, contribuiscono a offrire un quadro del sentire dell'epoca letto anche con lo sguardo dei mezzi di comunicazione allora disponibili non rinunciando a sottolineare l'uso che i regimi autoritari hanno sempre tentato di fare degli eventi del mondo dello sport. Non capita spesso di 'sentire' in maniera così diretta le emozioni di chi affronta la montagna e l'ama pur temendola. C'erano riusciti (tra i non molti) Fred Zinnemann nel 1982 con Cinque giorni, un'estate e, a tratti e con forti punte di maschilismo, Werner Herzog con Grido di pietra.